La biblioteca comunale di Massa Marittima ospiterà Sabrin Hasbun per la presentazione di Tutte le canzoni della pioggia ci riconoscono, il memoir pubblicato da Feltrinelli che racconta una famiglia tra Italia e Palestina. L’incontro si terrà giovedì 17 settembre, alle ore 18. Dialogheranno con l’autrice, la direttrice della biblioteca comunale di Massa Marittima, Claudia Mori e Cinzia Biondi, presidente dell’associazione Iride.
“Siamo particolarmente felici di aprire il nuovo ciclo di incontri in biblioteca con Sabrin Hasbun, – commenta Claudia Mori, direttrice della biblioteca comunale – non solo perché con questo libro si è rivelata una scrittrice, talentuosa ma anche per il suo legame con la città di Massa Marittima. Sabrin Hasbun, infatti, ha vissuto per diversi anni a Massa Marittima prima di trasferirsi nel Regno Unito, dove scrive e insegna. L’appuntamento sarà un’occasione per conoscere direttamente l’autrice e approfondire la storia al centro del libro, a partire dal rapporto tra Italia e Palestina, fino al processo di scrittura di una memoria familiare, e temi come appartenenza e attivismo”.
Tutte le canzoni della pioggia ci riconoscono nasce dal ritorno di Sabrin e della madre Anna nella casa di famiglia a Ramallah, dopo dodici anni di assenza. Tra fotografie, lettere e oggetti dimenticati, Sabrin ricostruisce la storia della madre, cresciuta nella campagna toscana e partita per Firenze negli anni Sessanta, dove incontra Rami, studente palestinese dell’Accademia di Belle Arti. Nel 1981 Anna lo segue a Betlemme. Da quel momento, la storia della famiglia attraversa due Paesi e più generazioni, tra amore, maternità, migrazione, separazioni, occupazione, resistenza e ritorni. Una storia personale che diventa una riflessione universale sul significato di casa, identità e comunità. L’edizione italiana è stata pubblicata da Feltrinelli nel maggio 2026 ed è la traduzione di Crossing, vincitore del Footnote x Counterpoints Writing Prize 2023–24 con una giuria composta da scrittori di calibro internazionale come Elif Shafak, Philippe Sands e Dina Nayeri. Il libro ha ricevuto attenzione dalla stampa italiana, con articoli e approfondimenti su, tra gli altri, HuffPost, il Manifesto, Domani, Il Messaggero, Elle Decor, SALTO e Radio InBlu2000.
La scrittura di Hasbun è stata elogiata dalla scrittrice Elif Shafak, che l’ha definita “viva, compassionevole, magnetica, profondamente radicata nei luoghi e nelle culture che racconta, ma capace di oltrepassare i confini grazie alla sua universalità e umanità.”
L’Observer conferma che “Sabrin Hasbun riesce a trasmettere con straordinaria intensità cosa significhi vivere sotto occupazione.”
Scrittrice italo-palestinese, Sabrin Hasbun è nata vicino a Gerusalemme nel 1989 e ha trascorso l’infanzia tra Palestina e Italia. Ha studiato Letteratura in varie università europee e oggi vive nel Regno Unito, dove, dopo un dottorato in Scrittura e Storia Contemporanea, insegna Creative Writing alla Cardiff Metropolitan University. La sua scrittura esplora memoria, appartenenza e storia collettiva, con particolare attenzione alle esperienze transnazionali e anticoloniali.
Dopo il successo del primo tour dello scorso giugno, che ha portato l’autrice in diverse città italiane e ha generato un forte interesse intorno al libro, Hasbun torna in Italia per incontrare nuovamente lettrici e lettori. Questo appuntamento fa parte del secondo tour italiano che dopo Lido di Camaiore, Prato, Arezzo, Albinia, Massa Marittima, si concluderà con la tappa di Roma.
A partire dal memoir, gli incontri potranno quindi aprire anche una riflessione sul ruolo della letteratura nel raccontare la Storia, sulla scrittura come forma di ricerca e sulla possibilità di recuperare memorie individuali e collettive. Come emerso durante il primo tour, Hasbun affronterà anche il tema di come la scrittura e l’immaginazione possano contribuire a mettere in discussione le narrazioni dominanti, ad aprire uno spazio per creare futuri alternativi, e a facilitare discussioni e collaborazioni politiche.