Si è conclusa un’estate speciale per l’istituto Falusi di Massa Marittima. Da fine giugno a fine agosto i ragazzi dell’Azione Cattolica della diocesi di Massa Marittima -Piombino hanno scelto di dedicare il loro tempo estivo a un servizio di volontariato all’interno della struttura socioassistenziale per anziani, fatto di presenza, ascolto, giochi e condivisione. Gli incontri erano cadenzati con puntualità, una volta a settimana, alternando mattina e pomeriggi. Quello che doveva essere un semplice supporto alle animatrici del Falusi, Debora e Michela, si è trasformato fin da subito in qualcosa di molto più profondo, un vero e proprio abbraccio intergenerazionale. Ad abbattersi non sono state solo le barriere dell’età ma anche quelle della solitudine. Il momento finale di questa avventura si è consumato a settembre con un pranzo festoso.
“Questa esperienza rappresenta un esempio concreto di quanto sia importante promuovere occasioni di incontro e di scambio tra generazioni, rafforzando i legami e il senso di comunità. – commenta Irene Marconi, sindaca di Massa Marittima - Il progetto realizzato al Falusi dimostra come il volontariato giovanile possa offrire un contributo prezioso alla vita degli anziani, regalando momenti di compagnia, ascolto e condivisione, ma anche quanto i ragazzi possano imparare dall’esperienza e dalla memoria dei nostri anziani. Credo che iniziative come questa abbiano un grande valore umano e sociale e che debbano essere sostenute e incoraggiate, perché una comunità attenta e solidale si costruisce proprio attraverso la cura delle relazioni e la partecipazione di tutti. Ringrazio l’Azione Cattolica, la Diocesi, il Falusi, gli operatori e tutti i giovani che hanno scelto di dedicare il proprio tempo a questo bel progetto”.
A condividere il bilancio positivo dell'iniziativa è anche la direzione del Falusi: “Siamo molto felici di questa esperienza con i ragazzi dell’Azione Cattolica – afferma Renato Vanni, direttore del Falusi - tutti i partecipanti, giovani, anziani, operatori, volontari, escono arricchiti da questo ciclo di incontri.” “Ringrazio la Diocesi e l’Azione Cattolica a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione – aggiunge la presidente del Falusi, Maria Luisa Massai - per aver realizzato questo progetto di volontariato e per l’inserimento dei giovani studenti nel mondo del disagio e della difficoltà degli anziani, a conferma che la presenza sul territorio ultracentenaria dell’Istituto è una presenza preziosa e fondamentale per la comunità massetana.”
Dal punto di vista dell'Azione Cattolica, l'iniziativa ha rappresentato non soltanto un'occasione di volontariato, ma anche un'importante opportunità di crescita e formazione per i giovani coinvolti. “Entrare in una struttura come l'Istituto Falusi di Massa Marittima per svolgere servizio di volontariato - ha commentato Daiana Chiea, presidente Azione Cattolica - significa, per i giovani dell'Azione Cattolica, abituati ai ritmi frenetici della vita, mettere in pratica il cuore stesso dell'esperienza associativa: la cura delle relazioni, il valore della gratuità e la riscoperta della dignità della persona fragile. Questo tipo di volontariato non è semplice animazione o intrattenimento: è presenza. Significa donare il bene più prezioso che un giovane oggi possiede, ossia il proprio tempo, attraverso un ascolto attento, un sorriso, un gioco condiviso, un canto o qualche passo di danza nei corridoi della struttura. Per l'Azione Cattolica, questo tipo di servizio si trasforma in un forte momento formativo, in un incontro intergenerazionale, in cultura della cura e nel vivere il messaggio evangelico. Grazie a Renato Vanni, a tutti gli operatori dell’Istituto Falusi e a Debora e a Michela, perché questa esperienza non è stata un dono a senso unico, ma uno scambio profondo in un luogo nel quale l’amore si fa più tangibile. Giovani e anziani uniti da un grande abbraccio! Grazie a nome di tutta l’Associazione”.
A completare il racconto dell'esperienza è la testimonianza di chi opera quotidianamente all'interno della struttura: “Riteniamo che noi operatori di RSA non custodiamo soltanto un corpo, ma identità, vite, memorie e radici. E nell’assistenza, si possono fondere le esperienze di chi assiste e di chi viene assistito- dichiara Debora Lavagnini, educatrice professionale- in un ciclo virtuoso tra anziani e personale, ed in questo caso, tra piccoli volontari ed ospiti di una RSA. Valorizzare questa reciprocità significa lavorare costantemente per creare le condizioni affinché queste esperienze si moltiplichino e perché generazioni diverse possano crescere insieme”.
