Massa Marittima riscopre la sua storia: sarà presentato giovedì 5 novembre, alle ore 17.30, alla biblioteca comunale Gaetano Badii di Massa Marittima, l’inventario del fondo archivistico della Società Anonima della Ferrovia Massa Marittima -Follonica, conservato presso il Polo archivistico di Niccioleta. Un viaggio tra rotaie, miniere e memorie del Novecento. Intervengono l’archivista curatore e redattore dell’inventario Jessy Simonini e l’archivista della Rete Grobac, Elena Vellati.
L’inventario è stato completato attraverso un complesso lavoro di verifica e riordino della documentazione, che rende consultabile da parte di ricercatori e studiosi l’intero archivio.
Dalle locomotive a vapore che trasportavano minerali e passeggeri fino ai cambiamenti economici del Novecento, la storia della linea ferroviaria torna a vivere. Il fondo archivistico (con estremi cronologici dal 1898 al 2014) è stato salvaguardato e riordinato per restituire alla comunità attraverso gli atti amministrativi e i progetti tecnici, le vicende umane e sociali di un intero territorio. L'intervento è realizzato nell'ambito del "Progetto Archivi 2026", cofinanziato dalla Regione Toscana e dal Comune di Massa Marittima (con Follonica ente capofila) all'interno della Rete Grobac. Le operazioni sono state condotte dagli archivisti di Hibou Soc. Coop. sotto la direzione scientifica dell'ISGREC.
“L’inventario dell’archivio rappresenta un risultato di grande valore culturale e identitario per Massa Marittima – commenta la sindaca Irene Marconi – per ricostruire una parte fondamentale della nostra storia industriale.” “Il fondo – aggiunge Claudia Mori, direttrice della biblioteca comunale e degli archivi di Massa Marittima - è una fonte preziosa di documenti per comprendere le trasformazioni economiche e sociali del nostro territorio, nell’ottica di un lavoro costante che stiamo portando avanti sugli archivi storici di Massa Marittima.”
Inaugurata all'inizio del secolo scorso, la ferrovia Massa Marittima-Follonica Porto non fu soltanto un'arteria fondamentale per il trasporto della pirite estratta nelle miniere (dalla Val d'Aspra fino al porto di Follonica), ma rappresentò anche il cuore dei collegamenti per lavoratori, famiglie e viaggiatori. Le carte d'archivio svelano le sfide e i momenti di svolta di questa infrastruttura: dalla crisi economica del 1929 — che vide crollare il traffico minerario da 165.000 tonnellate del 1920 a sole 30.000 nel 1930, complice anche la costruzione della grande teleferica della Montecatini da Niccioleta a Scarlino — fino ai pesanti danni bellici subiti durante il conflitto mondiale, che resero impossibile la ricostruzione post-bellica a causa dei costi proibitivi. Il percorso storico documentato mostra poi la transizione verso il trasporto su gomma nel dopoguerra (con l'impiego di autocarri Fiat e la progressiva nascita delle autolinee), fino alla chiusura definitiva della società nel 2014.
Il link per l’accesso alla versione digitale dell’inventario su:
https://archivista.hiboucoop.org/fonds/2165

