Aumenta dimensione fontDiminuisci dimensione font

Rilevate le conseguenze dell’emergenza Covid-19 sul tessuto socio-economico locale, il Comune di Massa Marittima ha deciso di posticipare le scadenze dei pagamenti di Tari e Cosap e delle rate dei tributi arretrati, di tre mesi

Viste le ricadute che l’emergenza sanitaria in corso per il contenimento dei contagi da Nuovo Coronavirus, comportano sulla situazione economica di famiglie e attività economiche, la Giunta Comunale di Massa Marittima ha deciso di agire sullo slittamento del pagamento delle imposte, al fine di sostenere tutti i cittadini in questo delicato momento.

In particolare per il canone di occupazione permanente delle aree pubbliche (COSAP) la prima rata del pagamento prevista per il 15 marzo 2020 viene posticipata al 30 giugno, mentre le altre sono fissate al 31 agosto e 31 ottobre. Per quanto riguarda la Cosap temporanea, per le occupazioni che si siano protratte nel tempo a causa dell’emergenza sanitaria, senza essere utilizzate per lo scopo richiesto (ad es. per interruzione lavori di ristrutturazione e simili), il contribuente, previa comunicazione formale inviata al Comune, non dovrà corrispondere il pagamento per il periodo in cui si è interrotto l’uso.  Anche per la TARI, la cosiddetta tassa rifiuti è stato deliberato uno slittamento del pagamento della prima rata dal 30 aprile al 30 giugno 2020. Inoltre l’Amministrazione Comunale, ha previsto la sospensione automatica per i mesi di marzo, aprile e maggio, del pagamento delle rate, da parte dei contribuenti che stanno rimborsando tributi arretrati non corrisposti all’Ente. “Siamo certi di interpretare le necessità delle imprese e dei cittadini massetani-  ha dichiarato il sindaco Marcello Giuntini- in un momento così critico per la nostra economia. Lo slittamento di tre mesi delle scadenza è un primo passo per affrontare l’evolversi della situazione: nel primo Consiglio utile chiederemo di ratificare questa decisione di Giunta e non escludo che, se la situazione critica dovesse perdurare, i consiglieri vengano chiamati a pronunciarsi ulteriormente.”