Aumenta dimensione fontDiminuisci dimensione font

Settecento anni fa, l’11 aprile 1317, veniva firmato il contratto di istituzione della Zecca massetana

L’ appuntamento è il prossimo 13 maggio alle ore 10,30 presso il Complesso Museale di San Pietro all’Orto di Massa Marittima per l’inaugurazione della mostra dedicata al Grosso massetano e alla Zecca

L’11 aprile 1317 venne firmato un contratto tra alcuni componenti della famiglia Benzi, ricchi mercanti senesi dell’Arte della Lana, rappresentata da Niccolino di Giacomino, e il Comune di Massa, rappresentato dal sindaco Muccio del fu Buonaventura Scussetti, per dar vita a una società che avesse lo scopo di battere moneta per un anno ad iniziare dal successivo 1° maggio.


La Zecca fu aperta per autorità del Comune con il proposito di coniare tre tipi di monete utilizzando l’argento e il rame locali: il grosso da 20 denari e il grosso da 6 denari (o grossetto), entrambi in argento, e il denaro piccolo in mistura. Attualmente si conoscono due varianti del grosso, tre varianti del piccolo e nessun grossetto, che risulta assente anche nella circolazione monetaria dell’epoca.
Sono noti diversi conii di questa Zecca: un conio di incudine e uno di martello del grosso sono conservati presso la Pinacoteca di Volterra; 6 conii di martello del grosso si trovano nei magazzini del Museo Civico di Siena; infine un conio di martello del grosso e uno del denaro piccolo sono esposti presso il Museo Archeologico di Massa Marittima.

Sotto l’immagina di una variante Grosso da 20 denari massetano: