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Adozioni di minorenni


Adozione di minorenni

Per poter adottare un bambino , e’ necessario che il bambino venga dichiarato adottabile, ovvero che ne sia accertato lo stato di abbandono.

La procedura adozionale renderà il bambino adottato un figlio legittimo a tutti gli effetti.

L’iter per adottare un minore si articola in 4 tappe:

1) domanda di adozione da presentare al tribunale per i Minorenni, in carta semplice valida per 3 anni e rinnovabile. Alla domanda vanno allegati i seguenti documenti: certificato di nascita dei richiedenti, stato di famiglia, dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori dei coniugi (in caso di decesso, il certificato di morte), certificato del medico di base, modello 101 o 740 o busta paga, certificato del casellario giudiziale dei richiedenti, dichiarazione che attesti lo stato di non separazione dei coniugi ( dal momento che i documenti richiesti sono soggetti a variazione rivolgersi prima di tutto al Tribunale per i minorenni per avere conferma )
2) accertamento della capacita’ della coppia di educare il minore, di prendersene cura economicamente ed affettivamente, si indaghera’ l’ambiente famigliare, le motivazioni della domanda, la situazione personale e sociale dei coniugi ( il compito di tali accertamenti e’ affidato ai servizi socio-assistenziali degli enti lovali in collaborazione con le unita’ sanitarie locali. Al termine dell’indagine dovra’ essere stesa una relazione conclusiva che dovra’ essere inviata al Tribunale)
3) affidamento preadottivo ordinato dal giudice dura 1 anno , puo’ essere prorogato per un altro anno e puo’ essere revocato se si verificano gravi difficolta’ nella convivenza. Occorre il consenso del minore che abbia compiuto 14 anni; il minore di eta’ superiore a 12 anni deve essere sentito
4) dichiarazione di adozione. L’adozione ha effetto legittimante cioe’ il minore adottato diventa a tutti gli effetti figlio legittimo della coppia adottante di cui assume il cognome e effetto risolutivo cioe’ cessano i rapporti giuridici tra il bambino e la sua famiglia d’origine ( ad eccezione degli impedimenti matrimoniali)

Revoca dell’Adozione

L’adozione legittimante non puo’ essere revocata, a meno che il minore non si trovi nuovamente in stato di abbandono

Casi Particolari

Si parla di adozione particolare di un minore nel caso in cui:
– l’adottante sia una persona unita al minore da vincolo di parentela entro il 6^ grado o da un rapporto stabile precedente alla perdita dei genitori
– per il coniuge convivente del genitore del minore,
– quando e’ impossibile l’affidamento preadottivo del minore in stato di abbandono, o appare controproducente per il minore interrompere l’affidamento o i rapporti con la famiglia di origine
Anche in questi casi deve esserci il consenso del minore che abbia compiuto 14 anni e il maggiore di 12 deve essere sentito.
La coppia o il coniuge che intende procedere all’adozione particolare deve presentare domanda al tribunale del luogo in cui si trova il minore. La procedura e’ piu’ snella rispetto a quella per l’adozione legittimante in quanto non occorre accertare lo stato di abbandono del minore, non c’e’ da confrontare coppie disponibili e non e’ previsto l’affidamento preadottivo. I figli adottivi assumono il cognome di chi l’ha adottati.
L’adozione particolare puo’ essere revocata su richiesta dell’adottante, dell’adottato o dei suoi congiunti e del pubblico ministero per: indegnita’ dell’adottato, indegnita’ dell’adottante, violazione da parte dell’adottante dei doveri verso il minore

Adozione internazionale di minorenne

Il percorso per adottare un minore straniero e’ il seguente:

1) dichiarazione di disponibilita’  da presentare dalla coppia all’ufficio di cancelleria civile del tribunale dei minori competente al proprio territorio di residenza. Alla dichiarazione vanno allegati i seguenti documenti: certificato di nascita dei richiedenti, stato di famiglia, dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori dei coniugi (in caso di decesso, il certificato di morte), certificato del medico di base, modello 101 o 740 o busta paga, certificato del casellario giudiziale dei richiedenti, dichiarazione che attesti lo stato di non separazione dei coniugi attraverso atto notorio o dichiarazione sostitutiva ( tenere presente che i documenti necessari potrebbero variare nel tempo quindi contattare sempre il tribunale al quale intendete presentare la dichiarazione di idoneita’)
2) verifica dei requisiti da parte dei servizi degli enti locali
3) decreto di idoneita’ da parte del tribunale dei minorenni da inviare alla commissione per le adozioni internazionali e all’ente autorizzato scelto dalla coppia
4) la ricerca con l’ente autorizzato: la scelta dell’ente da parte della coppia determina la provenienza del bambino.
5) L’incontro all’estero
6) Rientro in Italia con il bambino viene autorizzato dalla Commissione dopo aver ricevuto dall’ente autorizzato la documentazione sull’incontro all’estero e il consenso dei coniugi
7) Conclusione: ordine da parte del tribunale per i minorenni di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile e l’iscrizione anagrafica con il cognome della copia adottante come figlio legittimo acquistando la cittadinanza italiana


Adozione all’esterno di minori italiani

Si verifica nel caso di minori italiani adottati da genitori stranieri o di minori italiani adottati da genitori italiani residenti all’estero. In questi casi vige la legge italiana ma con alcune particolarità: la domanda deve essere presentata al console italiano del paese in cui si trovano, l’affidamento preadottivo è vigilato dal console italiano, il tribunale dei minori cui spetta pronunciare l’adozione e’ quello del luogo in Italia in cui ha dimora il minore, in mancanza e’ competente il tribunale di Roma. In alcuni casi particolari e’ il tribunale del paese estero a pronunciarsi sull’adozione ed il provvedimento può avere valore in Italia nei casi previsti dalla legge 216/95

Tribunale dei minorenni di Firenze

VIA DELLA SCALA 79
50123 FIRENZE –FI
TEL. 055-267295
FAX 055-294469

 

Enti autorizzati

Informano, formano, affiancano i futuri genitori adottivi nel percorso dell’adozione internazionale e curano lo svolgimento all’estero delle procedure necessarie per realizzare l’adozione; assistendoli davanti all’Autorità Straniera e sostenendoli nel percorso post-adozione.
La legge 476/98 ha reso obbligatorio l’intervento dell’ente autorizzato in tutte le procedure di adozione internazionale.: chi vuole adottare un bambino all’estero deve conferire l’incarico ad uno degli organismi indicati nell’albo (art.29 bis legge su adozione), entro un anno dalla avvenuta modifica del predetto decreto.
L’ente che ha ricevuto l’incarico deve prima di tutto informare gli aspiranti adottanti sulle procedure che inizierà e sulle concrete prospettive di adozione nel paese che gli stessi  hanno scelto. Deve poi trasmettere alle autorità straniere la loro dichiarazione di disponibilità all’adozione, unitamente al decreto di idoneità e alla relazione dei servizi sociosanitari, e attendere di ricevere da quelle autorità la proposta di incontro con un determinato bambino. L’Autorità straniera fa la proposta all’ente che la comunica agli aspiranti genitori adottivi, e se essi accettano di incontrare il bambino e, avvenuto l’incontro, si instaura un rapporto positivo, comunica all’Autorità straniera  la propria adesione alla proposta fatta ai coniugi, i quali dal canto loro hanno consentito all’abbinamento, ed assiste questi ultimi in tutte le attività da svolgere nel paese straniero: presenzia all’udienza di adozione, trasmette la sentenza di adozione alla Commissione per le Adozioni Internazionali e chiede a quest’ultima l’autorizzazione all’ingresso del minore in Italia.
Ottenuto il provvedimento di autorizzazione all’ingresso, l’ente vigila sulle modalità di trasferimento del bambino in Italia,dove questo arriverà in compagnia dei genitori adottivi. Una volta che il bambino è giunto in Italia, i servizi degli enti locali assistono e aiutano, se richiesti, gli adottanti ed il minore. Devono in ogni caso riferire al Tribunale per i minorenni sull’andamento dell’inserimento, segnalando le eventuali difficoltà..
L’autorizzazione viene rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali previo accertamento del possesso dei requisiti di legge..  Gli enti autorizzati sono soggetti alla vigilanza ed ai controlli della Commissione per le adozioni internazionali, che può revocare l’autorizzazione in caso di inadempienze gravi o limitarne o sospendere l’operatività in caso di inadempienze meno gravi.


L’albo degli Enti autorizzati italiani e’ consultabile on line:
http://commissioneadozioni.it/it/gli-attori-istituzionali/gli-enti-autorizzati/albo-degli-enti-autorizzati.aspx

Commissione per le adozioni internazionali:

Largo Chigi 19
00187 Roma
fax. 06-67792165
numero verde : 800002393
cai.segreteria-enti@palazzochigi.it

La Commissione per le adozioni internazionali garantisce che le adozioni di bambini stranieri avvengano nel rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.
La Commissione, istituita a tutela dei minori stranieri e delle aspiranti famiglie adottive, rappresenta l’ Autorità Centrale Italiana per l’applicazione della Convenzione de L’Aja.

Collabora con le Autorità Centrali degli altri Stati, anche raccogliendo le informazioni necessarie ai fini dell’attuazione delle convenzioni internazionali in materia di adozione;
predispone il testo di accordi bilaterali in materia di adozione e lo propone al Governo per la firma a meno che non si tratti di intese semplificate che vengono firmate dal Presidente della Commissione con le Autorità competenti in materia di adozione;
autorizza gli enti allo svolgimento delle procedure di adozione in Italia e all’estero nel campo dell’adozione internazionale dopo aver accertato che possiedano i requisiti della legge richiesti; e successivamente verifica che tali requisiti permangano nel tempo;
cura la pubblicazione e la tenuta dell’albo degli enti autorizzati; vigila sull’operato degli stessi e li sottopone a controlli e verifiche che possono portare a provvedimenti limitativi, sospensivi o anche di revoca dell’autorizzazione;
organizza incontri periodici con i rappresentanti degli enti autorizzati e assicura che questi siano omogeneamente diffusi sul territorio nazionale;
organizza incontri periodici con i dirigenti degli uffici giudiziari minorili; organizza incontri periodici con i rappresentanti degli Enti Locali e delle Regioni per verificare lo stato di attuazione della Legge;
controlla l’andamento delle procedure adottive nelle varie fasi garantendo che l’adozione risponde al superiore interesse del minore;
autorizza l’ingresso in Italia dei minori adottati o affidati a scopo di adozione;
promuove la cooperazione fra soggetti che operano nel campo dell’adozione e della protezione dei minori;
raccoglie in forma anonima, per esigenze statistiche e di studio, i dati relativi ai minori stranieri adottati o affidati a scopo di adozione ed ogni altro dato utile per la conoscenza del fenomeno delle adozioni internazionali;
conserva gli atti e le informazioni relativi alla procedura, comprese quelle sull’origine del bambino, sull’anamnesi sanitaria e sull’identità dei suoi genitori naturali;
cura la stesura della relazione biennale al Parlamento sull’andamento delle adozioni internazionali, sullo stato di attuazione delle Convenzione de L’Aja e sulla stipula di eventuali accordi bilaterali con paesi non aderenti che viene presentata dal Presidente del Consiglio o dal Ministro delegato.

Domanda di adozione