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Rifugiato politico


(Dal sito del ministero dell’interno)

 

Puoi chiedere lo status di rifugiato se:

nel tuo Paese sei stato oggetto di persecuzioni dirette e personali per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a determinati gruppi sociali o per le tue opinioni politiche o se hai fondato e provato motivo di ritenere che potresti essere perseguitato in caso di ritorno in patria (in base alla Convenzione di Ginevra) .


Non sarai riconosciuto se:

sei già stato riconosciuto rifugiato in un altro Stato;
provieni da uno Stato, diverso da quello di appartenenza, che abbia aderito alla Convenzione di Ginevra e nel quale, avendo soggiornato per un significativo periodo di tempo, non hai richiesto il riconoscimento dello status di rifugiato;
hai subito in Italia condanne per delitti contro la personalità o la sicurezza dello Stato, contro l’incolumità pubblica, ovvero reati di riduzione in schiavitù, furto, rapina, devastazione e saccheggio, o comunque connessi alla vendita e al traffico illegale di armi o di sostanze stupefacenti, o, infine, di associazione mafiosa o di appartenenza a organizzazioni terroristiche;
hai commesso reati di crimini di Guerra ovvero contro la Pace o contro l’Umanità.


Dove richiederlo:

all’Ufficio di Polizia di Frontiera, al momento dell’ingresso in Italia;
oppure, all’Ufficio immigrazione della Questura competente per territorio laddove sul posto non sia presente un Ufficio di Polizia di Frontiera.


Come si richiede:

puoi presentare la richiesta all’Ufficio di Polizia, che ti fornirà dei moduli già predisposti ove dovrai:
spiegare le motivazioni per le quali chiedi lo status di rifugiato;
fornire ogni altra informazione o documentazione in tuo possesso, a sostegno dei motivi della richiesta.
Dovrai altresì allegare copia di valido documento di identificazione personale (passaporto, carta d’identità, ecc.) se posseduto, ovvero fornire le tue generalità all’autorità di polizia, indicando l’eventuale domicilio ove far pervenire le comunicazioni di interesse.
La Questura ti rilascerà copia sia della richiesta che della documentazione prodotta e provvederà a foto-segnalarti.


Chi decide sulla tua domanda:

la domanda, corredata della documentazione necessaria, verrà tempestivamente inoltrata dalla Questura alla competente Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale che deciderà se riconoscerti lo status. In Italia ve ne sono 10 (Gorizia, Milano, Torino, Roma, Caserta, Bari, Foggia, Siracusa, Crotone e Trapani). La data della convocazione presso la Commissione ti sarà comunicata dalla Questura al domicilio che avrai indicato al momento della presentazione della domanda.
E’ importante che tu comunichi alla Questura ogni variazione di indirizzo per ricevere tutte le comunicazioni di tuo interesse. Ricordati che l’audizione è per te molto importante per spiegare bene la tua situazione e prospettare bene i tuoi timori di persecuzione; perciò, se non ti presenti alla convocazione, la Commissione potrà decidere limitandosi all’esame della documentazione disponibile senza ascoltarti.

Quali decisioni la commissione può adottare:

la Commissione Territoriale, entro 3 giorni successivi alla data dell’audizione, adotta una delle seguente decisioni:
riconosce lo status di rifugiato;
riconosce lo status di protezione sussidiaria quando, pur non ravvisando i requisiti richiesti per lo status di rifugiato, sussistono fondati motivi per ritenere che il ritorno nel Paese di origine possa costituire un pericolo per la tua vita o la tua incolumità;
rigetta la domanda, ma, pur non ravvisando i requisiti richiesti per lo status di rifugiato o lo status di protezione sussidiaria, può valutare autonomamente che possano sussistere gravi motivi a carattere umanitario e chiedere al Questore di rilasciarti un permesso di soggiorno per motivi di protezione umanitaria. Questo tipo di permesso di soggiorno ha la durata di un anno, rinnovabile, e ti consentirà di lavorare;
rigetta la domanda: in tal caso il Questore ti inviterà a lasciare il territorio nazionale.

Se non conosci l’italiano:

se non conosci la lingua italiana potrai richiedere l’assistenza di un interprete o anche di un mediatore culturale per compilare e redigere, ove possibile, nella tua lingua, ovvero in una delle lingue più conosciute (Inglese, Francese, Spagnolo, Arabo), il modello informativo e le dichiarazioni inerenti le motivazioni della richiesta.

Che succede dopo la presentazione della richiesta:

in caso di verifica da parte dell’Autorità di Polizia della regolarità della documentazione presentata, viene rilasciato, dal Questore della provincia in cui è stata presentata la domanda, un permesso di soggiorno della validità di tre mesi, rinnovabile sino alla decisione della Commissione Territoriale competente.
Se sei giunto in Italia senza alcun documento che attesti la tua nazionalità e le tue generalità, o se la tua richiesta di riconoscimento si basa su elementi che necessitano di verifica, sarai ospitato, per un periodo massimo di 20 giorni, in un Centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA). Se entro tale termine la tua richiesta non sarà stata ancora decisa dalla Commissione Territoriale, potrai lasciare il Centro che ti ospita e ti verrà rilasciato un permesso di soggiorno valido per 3 mesi, rinnovabile fino alla definizione del procedimento.
Se non hai le risorse per mantenerti da solo, puoi chiedere alla Prefettura competente, tramite l’Ufficio di Polizia ove hai presentato la domanda, di essere ospitato presso apposite strutture comunali o governative di accoglienza, che ti daranno ospitalità per tutto il periodo di esame della tua domanda di asilo.

Verrai inviato in un centro di accoglienza anche se:

hai presentato la domanda dopo essere stato fermato per avere eluso o tentato di eludere il controllo di frontiera o subito dopo;
hai presentato la domanda dopo essere stato fermato in condizioni di soggiorno irregolare.

Ricordati che nel centro di accoglienza per richiedenti asilo:

ti saranno garantite le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti;
potrai ricevere senza particolari condizioni visite di familiari, del tuo avvocato, dell’ACNUR e di organismi o enti di tutela dei rifugiati riconosciuti dal Ministero dell’Interno;
non esiste obbligo di soggiorno, a parte le ore notturne, nel rispetto comunque dei criteri individuati dall’apposito regolamento dell’ente gestore del Centro. Inoltre, per particolari motivi (famiglia, salute), potrai anche richiedere di assentarti per periodi prolungati, oltre gli orari stabiliti nel regolamento, previa autorizzazione del funzionario preposto al Centro.

Come puoi opporti alla decisione negativa:

se sei ospitato presso un Centro di identificazione e espulsione o in un Centro di accoglienza per richiedenti asilo puoi presentare, entro 15 giorni dalla notificazione della decisione negativa, ricorso dinanzi al tribunale che ha sede nel capoluogo di distretto di Corte d’appello in cui ha sede il centro. In questi casi il ricorso non sospende il provvedimento impugnato . Puoi comunque contestualmente al ricorso chiedere al tribunale la sospensione del provvedimento impugnato e nel caso di sospensione disposta dal tribunale ti verrà rilasciato un permesso di soggiorno per richiesta di asilo.

Se non sei ospitato nei centri governativi puoi presentare ricorso entro trenta giorni dalla notificazione della decisione negativa e la presentazione del ricorso sospende l’efficacia della decisione impugnata.

Che cosa accade in caso di riconoscimento:

La Commissione ti riconoscerà lo status di rifugiato e ti rilascerà un tesserino attestante l’avvenuto riconoscimento dello status.
Insieme al tesserino, la Questura competente ti consegnerà anche un documento personale che ti consentirà, ove tu voglia, eventuali spostamenti all’estero e di fare rientro in Italia (con validità temporale pari a quella del permesso di soggiorno).
Per ottenere documenti di identità dovrai rivolgerti al Comune dove hai fissato la tua residenza.
Ti sarà riconosciuto un permesso di soggiorno di durata quinquennale (biennale se ti è stato riconosciuto lo status di protezione sussidiaria).
Avrai tutti i diritti e sarai soggetto agli stessi doveri dei cittadini italiani, con esclusione di quelli che presuppongono la cittadinanza italiana (esempio, il diritto di voto ecc.).
Potrai partecipare ai concorsi pubblici con le stesse modalità e limitazione previste per cittadini dell’Unione europea.
Qualora per esercitare in Italia un diritto tu debba procurarti determinati documenti o certificati dal tuo Paese di origine, le autorità italiane si adopereranno affinché ti siano forniti, ovvero provvederanno a sostituirli con propri atti che sostituiranno a tutti gli effetti quelli del tuo Paese.
Per nessun motivo potrai fare rientro al tuo Paese di appartenenza. Questa circostanza, infatti, potrebbe determinare la cessazione del tuo riconoscimento, in quanto manifestazione di volontà di tornare ad avvalerti della protezione del tuo Paese d’origine. Analogamente, verrà interpretata come volontà di avvalerti della protezione del tuo Stato una eventuale richiesta di passaporto presso le rappresentanze diplomatiche in Italia del tuo Paese.
Il documento personale che ti consegnerà la Questura ti consentirà di recarti all’estero per un periodo di tempo non superiore a tre mesi, senza necessità di visto. Qualora, invece, tu abbia necessità di stabilirti all’estero per periodi più lunghi, ad esempio per motivi di lavoro, dovrai chiedere il visto alla rappresentanza diplomatica del Paese dove vuoi recarti, e poi avviare, presso il nuovo Stato che ti ospiterà, la procedura per il “trasferimento di responsabilità.

Al rifugiato politico  che risiede legalmente da almeno 5 anni nel territorio italiano puo’ essere concessa la cittadinanza italiana per residenza – vedere “la cittadinanza italiana –

L’iscrizione anagrafica avviene con la presentazione dei documenti di identificazione e attestanti  il riconoscimento della condizione di rifugiato politico.

Domanda di rifugiato politico