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Convivenze di fatto

Convivenze di fatto

Legge 20 maggio 2016 n. 76

Con la legge n.76/2016 è stato introdotto nell’ordinamento dello stato civile italiano l’istituto della Convivenza di Fatto

Definizione di conviventi di fatto:
Si intendono per “conviventi di fatto” due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

Accertamento della stabile residenza:

Ferma restando la sussistenza dei presupposti di cui   al comma 36, per l’accertamento della stabile convivenza si   fa riferimento alla dichiarazione anagrafica di cui all’articolo 4 e alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 13 del regolamento di cui   al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 ( si richiama il concetto di famiglia anagrafica previsto dal regolamento anagrafico)

Estensione ai conviventi di alcuni diritti dei coniugi :

I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario. ( legge 26/07/1975 n. 354: art. 14-quater il convivente e’ tra i soggetti ai quali non puo’ negarsi la facolta’ di intrattenere colloqui colloqui con il detenuto , anche quando lo stesso sia sottoposto ad un regime di sorveglianza particolare ; art. 30 in caso di imminente pericolo di vita di un familiare o di un convivente, il detenuto puo’ richiedere un permesso di vita )

In caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto   hanno diritto reciproco di visita, di assistenza nonche’ di   accesso alle informazioni personali, secondo le regole di   organizzazione delle strutture ospedaliere o   di   assistenza   pubbliche,   private   o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari.

Poteri di rappresentanza nelle scelte mediche:

 

Ciascun convivente di fatto puo’ designare   l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati:

  1. a) in caso di malattia che comporta incapacita’ di intendere   e di volere, per le decisioni in materia di salute;
  2. b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalita’ di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

La designazione e’ effettuata   in forma scritta e autografa oppure, in caso di impossibilita’ di redigerla, alla presenza di un testimone.

 

Diritti relativi all’abitazione:

Salvo quanto   previsto dall’articolo 337-sexies   del codice civile, in caso di morte del proprietario della   casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni   o per un periodo pari   alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre   i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili   del convivente superstite,   il medesimo ha   diritto di continuare   ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni. Il diritto viene meno nel caso   in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella   casa di comune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto.

Successione nel contratto di locazione:

Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facolta’ di succedergli nel contratto.

Graduatorie per l’edilizia popolare:

Nel caso   in cui l’appartenenza ad un   nucleo   familiare costituisca titolo o causa di preferenza   nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di   tale titolo o causa di preferenza possono   godere, a parita’   di condizioni, i conviventi di fatto.

Impresa familiare (diritto di partecipazione agli utili):

Nella sezione VI del capo VI del titolo VI del libro primo   del codice civile, dopo l’articolo 230-bis e’ aggiunto il seguente: «Art. 230-ter (Diritti del convivente). – Al convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera   all’interno dell’impresa dell’altro convivente   spetta   una   partecipazione   agli   utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con   essi nonche’ agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, commisurata al lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non spetta qualora tra i   conviventi esista un   rapporto di societa’   o di lavoro subordinato».

Interdizione e inabilitazione:

 

All’articolo 712,   secondo comma, del   codice di procedura civile, dopo le parole: «del coniuge» sono inserite le   seguenti: «o del convivente di fatto». La domanda per interdizione o inabilitazione si propone con ricorso diretto al tribunale del luogo dove la persona nei confronti della quale e’ proposta ha residenza o domicilio. Nel ricorso debbono essere esposti i fatti sui quali la domanda e’ fondata e debbono essere indicati il nome e il cognome e la residenza del coniuge o del convivente di fatto, dei parenti entro il 4^ grado, degli affini entro il 2^ grado e , se vi sono, dele tutore o curatore, dell’interdicendo o dell’inabilitando.

Il convivente di fatto puo’ essere nominato tutore, curatore   o amministratore di sostegno,   qualora l’altra parte   sia dichiarata interdetta o   inabilitata ai sensi   delle norme vigenti   ovvero ricorrano i presupposti di cui all’articolo 404 del codice civile.

 

Risarcimento del danno da fatto illecito:

 

In caso di decesso del convivente di fatto, derivante da   fatto illecito di un terzo, nell’individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati   per il risarcimento del danno al coniuge superstite.

 

Contratto di convivenza:

 

Finalita’: I conviventi   di fatto possono   disciplinare   i   rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza.

Forma: Il contratto , le sue   modifiche e la   sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di   nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione   autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Certificazioni anagrafiche: Ai fini dell’opponibilita’ ai terzi, il professionista che ha ricevuto l’atto in forma pubblica   o che ne ha autenticato   la sottoscrizione   deve provvedere   entro i successivi dieci giorni a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe ai sensi degli articoli 5 e 7 del regolamento di cui   al decreto del   Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.

Contenuto: Il contratto     reca   l’indicazione dell’indirizzo indicato da ciascuna parte al quale sono effettuate le comunicazioni inerenti al contratto   medesimo. Il contratto   puo’ contenere:

  1. a) l’indicazione della residenza;
  2. b) le modalita’ di contribuzione alle   necessita’ della vita   in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla   capacita’ di lavoro professionale o casalingo;
  3. c) il regime patrimoniale della comunione dei beni, di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del   libro primo del   codice civile.

Modifica del regime patrimoniale: Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza puo’ essere modificato in qualunque momento nel corso della convivenza.

Divieto di apposizioni di termini o condizioni : Il contratto di convivenza non puo’ essere sottoposto a termine o condizione. Nel   caso in cui   le parti inseriscano   termini o condizioni, questi si hanno per non apposti.

Cause di nullita’: II contratto di convivenza e’ affetto da nullita’   insanabile che puo’ essere fatta   valere da chiunque   vi abbia interesse   se concluso:

  1. a) in presenza di un vincolo matrimoniale, di un’unione civile o di

un altro contratto di convivenza;

  1. b) in violazione del comma 36;
  2. c) da persona minore di eta’;
  3. d) da persona interdetta giudizialmente;
  4. e) in caso di condanna per il delitto di cui all’articolo 88   del codice civile.

Sospensione del contratto : Gli effetti del contratto di convivenza restano sospesi   in pendenza del procedimento di interdizione giudiziale o nel   caso di rinvio a giudizio o di misura cautelare disposti per il delitto   di cui all’articolo 88 del   codice civile, fino   a quando non   sia pronunciata sentenza di proscioglimento.

Risoluzione del contratto: Il contratto di convivenza si risolve per:

  1. a) accordo delle parti;
  2. b) recesso unilaterale;
  3. c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona;
  4. d) morte di uno dei contraenti.

La risoluzione del contratto di convivenza per accordo   delle parti o per recesso unilaterale deve essere redatta nelle   forme di cui al comma 51 della legge. Qualora il contratto di convivenza preveda, a norma del comma 53, lettera c) della legge , il regime patrimoniale della comunione dei beni, la sua risoluzione determina lo scioglimento della   comunione medesima e si applicano, in quanto compatibili, le   disposizioni di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del   libro primo del codice civile. Resta in ogni caso ferma la competenza del notaio per gli atti di trasferimento di   diritti reali immobiliari   comunque discendenti dal contratto di convivenza.

Nel caso di recesso unilaterale da un contratto di convivenza il professionista che riceve o che autentica l’atto e’ tenuto, oltre che agli adempimenti di   cui al comma 52 della legge ,   a notificarne copia all’altro contraente all’indirizzo risultante dal contratto. Nel caso in cui la casa familiare sia nella   disponibilita’ esclusiva del recedente, la dichiarazione di recesso, a pena di nullita’,   deve contenere il termine, non inferiore a novanta giorni, concesso   al convivente per lasciare l’abitazione.

Nel caso di cui alla lettera c) del comma 59 della legge   (matrimonio o unione civile ), il contraente che ha contratto matrimonio o unione civile deve   notificare all’altro contraente, nonche’ al professionista che ha ricevuto   o autenticato il contratto di convivenza, l’estratto di matrimonio   o di unione civile.

Nel caso di cui alla lettera d) del comma 59 (morte) , il contraente superstite o gli eredi del contraente deceduto devono   notificare al professionista che   ha ricevuto o   autenticato il contratto   di convivenza l’estratto dell’atto   di morte affinche’   provveda ad annotare a margine del contratto di convivenza l’avvenuta risoluzione del contratto e a notificarlo all’anagrafe del comune di residenza.

Il   trattamento   dei   dati   personali   contenuti   nelle certificazioni anagrafiche deve avvenire conformemente alla normativa prevista dal codice in materia di protezione dei dati   personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n.   196, garantendo il rispetto   della dignita’ degli   appartenenti   al   contratto   di convivenza. I dati   personali   contenuti   nelle   certificazioni anagrafiche non possono   costituire elemento di   discriminazione a carico delle parti del contratto di convivenza.

 

Diritto agli alimenti:

 

In caso di cessazione della convivenza di fatto,   il giudice stabilisce il   diritto del convivente   di  ricevere   dall’altro convivente e gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. In tali   casi, gli alimenti sono assegnati per un periodo   proporzionale alla durata

della convivenza e nella misura determinata ai sensi   dell’articolo 438, secondo comma, del codice civile. Ai fini della   determinazione dell’ordine degli obbligati ai sensi dell’articolo 433 del codice civile, l’obbligo alimentare del convivente di cui al presente comma e’ adempiuto con precedenza sui fratelli e sorelle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Procedura per la costituzione di una convivenza di fatto

L’iscrizione delle convivenze di fatto viene eseguita secondo le procedure stabilite e disciplinate dall’ordinamento anagrafico e non ha costi.

La dichiarazione di convivenza di fatto non può essere effettuata da coloro che facciano già parte di un’unione civile, né dalle persone coniugate fino al momento dell’annotazione dello scioglimento o della o della cessazione degli effetti civili sull’atto di matrimonio.

Per i residenti: Gli interessati devono presentare un’apposita dichiarazione sottoscritta da entrambi (modulo dichiarazione conviventi di fatto ) con allegata copia dei documenti   di identita’ validi

Per coloro che intendano trasferirsi da altro Comune, o, se già residenti a Massa Marittima , trasferirsi ad altro indirizzo, dovranno far pervenire la dichiarazione di costituzione della convivenza di fatto, unitamente alla richiesta di iscrizione anagrafica /di cambio di indirizzo (VEDI MODULISTICA “RESIDENZA”) secondo le  modalità già previste per tali procedure.

La dichiarazione può essere inoltrata :

oppure

  • – per raccomandata postale all’ indirizzo : Comune di Massa Marittima – Servizi Demografic –Piazza Garibaldi – 58024 Massa M.ma (GR)i

oppure

  • – per fax al numero 0566/902052 indirizzato a : Comune di Massa M.ma – Servizi Demografici

oppure

  • – a mano presentato all’ Ufficio Protocollo Palazzo Comunale Piazza Garibaldi nel normale orario di servizio ( dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 10.00 alle ore 12.00; giovedi’ e martedi’ anche orario pomeridiano dalle ore 15.00 alle ore 17.00)
  • – a mano presentato all’Ufficio Anagrafe previa prenotazione appuntamento telefonando ai numeri 0566/906230/906231 nel normale orario di servizio ( lunedi’, martedi’,mercoledi’ ,venerdi’ dalle ore 10.00 alle ore 12.00; giovedi’ dalle ore 15.00 alle ore 17.00 )

 

La cancellazione della convivenza di fatto può avvenire nei seguenti casi:

  • 1) d’ufficio, in caso di cessazione della situazione di coabitazione e/o di residenza nel comune di Torino di uno o di entrambi i componenti della convivenza di fatto o in caso di matrimonio o unione civile;
  • 2) su richiesta di entrambi i componenti (o di uno solo previa comunicazione all’altro), qualora vengano meno i legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale (modulo cessazione convivenza), La richiesta di cancellazione della convivenza di fatto ,puo’ essere presentata nei modi sopra fissati per la richiesta di convivenza di fatto

L’ufficiale di anagrafe rilascia la certificazione anagrafica di convivenza di fatto, riportante anche l’eventuale contratto di convivenza stipulato e ricevuto dal professionista, in regola con l’imposta di bollo.

Costo: nessun costo

Modulo cessazione convivenza di fatto

Modulo convivenza di fatto