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Cittadini stranieri

 

CITTADINI STRANIERI COMUNITARI ED EXTRACOMUNITARI – RESIDENZA

 

 

 

Norme generali

 

Preventiva denuncia Ufficio Tributi per Tarsu e Ici

 

Preventiva denuncia di cessione di fabbricato presso Ufficio Vigili Urbani

 

Si pregano gli utenti di fissare un appuntamento con il personale degli uffici

 


Documenti necessari


I documenti da presentare sono elencati negli allegati qui sotto:

Allegato A

Allegato B

 

E’ necessaria la perfetta rispondenza fra i dati contenuti nel documento d’identita’ e i dati risultanti dal permesso di soggiorno

 

Non sara’ possibile ottenere la certificazione dei dati inerenti lo stato civile senza aver presentato idonea documentazione.

 

Per essere validamente prodotti in Italia, i documenti formati all’estero da autorità estere devono essere legalizzati, a meno che non siano rilasciati da un paese con cui vigono accordi internazionali che prevedono l’esenzione dalla legalizzazione.

 

Inoltre, se i documenti sono scritti in lingua straniera, devono essere muniti di traduzione ufficiale.

 

 

Modalità di legalizzazione documenti rilasciati all’estero

 

La firma va legalizzata presso l’autorità diplomatico-consolare italiana nel Paese.

 

Per eventuali documenti rilasciati in Italia dall’autorità consolare straniera, la firma va legalizzata presso la Prefettura competente per territorio, cioè la Prefettura che ha sede nella città in cui ha sede il Consolato straniero che ha rilasciato il documento. Solitamente anche le altre Prefetture possono procedere alla legalizzazione; tuttavia, se il Console si è insediato da poco tempo, può accadere che la firma non sia ancora stata registrata presso le altre Prefetture.

 

In base alla Convenzione firmata a Londra il 7.6.1968 sulla soppressione della legalizzazione degli atti redatti dai rappresentanti diplomatici e consolari, sono esenti da legalizzazioni i seguenti Paesi: Austria, Cipro, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Moldova, Spagna, Svezia, Svizzera,Turchia.

 

Sono esenti da legalizzazione a prescindere dal luogo di loro formazione, gli atti e i documenti rilasciati dai seguenti Paesi:

 

Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna (estesa a Isola di Man), Grecia, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Norvegia, Olanda (estesa ad Antille Olandesi e Aruba), Polonia, Portogallo, Rep. Ceca, Rep. di San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Ungheria.

 

Esenti da legalizzazione gli atti rilasciati in Polonia dal 28.3.2003, di cui all’art. 2 della Convenzione di Atene 15.9.1977 (atti riguardanti lo stato civile, la capacità o la situazione familiare delle persone fisiche, la nazionalità, il domicilio o la residenza).”

 

gli atti e i documenti rilasciati all’estero dalle seguenti Nazioni, aderenti alla Convenzione dell’Aja firmata il 5 ottobre 1961, a condizione che rechino “l’Apostille” (apposita timbratura quadrata, scritta in lingua francese, attestante l’autenticità del documento e la qualità legale dell’Autorità rilasciante):

 

Andorra, Anguilla, Antartico Britannico, Antigua e Barbuda, Antille Olandesi, Argentina, Armenia, Aruba, Australia, Bahamas, Barbados, Belize, Bermude, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Brunei, Bulgaria, Caimane, Cipro, Colombia, Dominica, El Salvador, Estonia, Falkland, Fiji, Georgia, Giappone, Gibilterra, Grenada, Guadalupe, Guernsey, Hong Kong, Isole Chayman, Isole Gilbert e Ellice, Isole Marshall, Isole Normanne, Isole Salomone Britanniche, Isole Turcks e Caicos, Isole Vergini Britanniche, Isole Wallis e Futura, Israele, Jersey, Jugoslavia, Kazakhistan, Lesotho, Lettonia, Le Nuove Ebridi, Liberia, Lituania, Macao, Malawi, Malta, Man, Mauritius, Mayotte Martinica, Messico, Miquelon, Moldova, Montserrat, Namibia, Niue, Nuova Zelanda, Panama, Polinesia Francese, Princip. Monaco, Riunione, Romania, Russia, Saint Christopher e Nevis, Santa Lucia, Sant’Elena, Serbia-Montenegro, Seychelles, Suriname, Svezia, Swaziland, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Tonga, Trinidad e Tobago, Ucraina, Vanuatu, Venezuela, Vergini Britanniche, Albania.

 

Atti provenienti dall’Argentina

 

L’Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Argentina firmato a Roma il 9.12.1987, ratificato con Legge 22.11.1988 n. 533, disciplina lo scambio degli atti dello stato civile e la esenzione della legalizzazione a condizione che siano datati, muniti della firma e, se necessario, del timbro dell’Autorità dell’altra Parte che li ha rilasciati. Pertanto, i documenti non trasmessi per via ufficiale tramite l’autorità consolare o diplomatica italiana, ma prodotti dall’interessato, (non muniti di legalizzazione ovvero di “Apostille”), saranno soggetti a controllo di autenticità, ai sensi dell’art. 6 ultimo periodo dell’accordo.

 

Nota bene

 


“L’Apostille” si applica solo ai documenti prodotti all’estero nei paesi aderenti alla suddetta Convenzione, mentre per i documenti eventualmente rilasciati in Italia dall’autorità consolare degli stessi Paesi è necessario procedere alla legalizzazione presso la Prefettura.

 

La Svezia rappresenta un’eccezione: i documenti rilasciati in tale paese devono essere legalizzati, mentre quelli rilasciati dall’autorità consolare svedese in Italia non necessitano di alcuna formalità.

 

Traduzione ufficiale

 

Tutti i documenti redatti in lingua straniera devono essere muniti di una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero da:

 

•competente rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’estero
•un traduttore ufficiale, ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. n. 445/2000
L’elenco dei traduttori ufficiali è disponibile presso la Cancelleria del Tribunale.

 

 

SPORTELLO IMMIGRATI

 

e’ possibile rivolgersi allo sportello immigrati per informazioni sulla documentazione . Lo sportello Immigrati si trova presso L’ASL di Viale Risorgimento 8 ed e’ aperto al pubblico il MERCOLEDI’ dalle ore 09.00 alle ore 13,00. Tel. 0566/904087

 

 

 

CITTADINI EXTRACOMUNITARI E LA RESIDENZA

 

Chi può richiederla

 

Tutti i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno in corso di validità che abbiano fissato la loro dimora abituale nel Comune.

 

Senza permesso di soggiorno per iscriversi in anagrafe sono previsti i seguenti casi

 

1) cittadino entrato in Italia con regolare visto d’ingresso per lavoro subordinato o stagionale  in attesa di primo rilascio di permesso di soggiorno : in questo caso il cittadino dovra’  presentare anche fotocopia non autenticata del contratto di soggiorno stipulato presso lo sportello unico per l’immigrazione o, in caso di disponibilita’ del datore di lavoro, copia della richiesta di permesso per attesa occupazione, fotocopia non autenticata  della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata allo sportello unico per l’immigrazione, ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante la richiesta del permesso di soggiorno;

 

2) cittadino entrato in Italia con regolare visto d’ingresso per ricongiungimento familiare : dovra’ essere presentata copia del nulla osta rilasciato dallo sportello unico per l’immigrazione e ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante la richiesta del permesso di soggiorno

 

3) cittadino  con permesso di soggiorno  in corso di rinnovo  che si iscrive per la prima volta in anagrafe (pur essendo già titolare di permesso di  soggiorno) oppure che cancellato per irreperibilita’ e’ ricomparso oppure che proviene da altro comune con regolare residenza : dovra’ essere presentata fotocopia del permesso di soggiorno scaduto e ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, presentata almeno 60 giorni prima della data di scadenza del permesso

 

4) cittadino in attesa di permesso di soggiorno per riconoscimento o riacquisto della cittadinanza italiana e proveniente da Paese aderente all’accordo Schengen : l’iscrizione dovra’ essere richiesta entro 3 mesi dall’ingresso in Italia presentando ricevuta della dichiarazione di presenza , entro 8 giorni dall’ingresso, rilasciata dal questore della provincia in cui si trova  e dichiarazione di essere di ceppo italiano e che la presenza sul territorio e’ finalizzata al riconoscimento della cittadinanza italiana

 

5) cittadino in attesa di decisione della commissione territoriale competente a seguito di domanda di protezione internazionale

 

6) cittadino titolare dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria

 

 

 

Dove richiederla

 

La richiesta della residenza si effettua recandosi personalmente presso l’Ufficio Anagrafe del Comune, sottoscrivendo un apposito modulo.

 

 

 

RINNOVO DELLA DICHIARAZIONE DI DIMORA ABITUALE

 

 E’ obbligatorio effettuarla , presso l’ufficio anagrafe comunale ,entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno per impedire l’avvio del procedimento di cancellazione anagrafica. La cancellazione anagrafica avviene se trascorsi 6 mesi dalla scadenza del permesso di soggiorno non si e’ provveduto al rinnovo della dichiarazione di dimora abituale con presentazione del nuovo permesso dopo che il comune ha provveduto ad avvisare l’interessato di provvedere nei successivi 30 giorni.

 

CITTADINI COMUNITARI E LA RESIDENZA
(D.P.R. n° 30 del 06/02/2007 in vigore dall’11/04/2007)

 

Soggiorno inferiore a tre mesi
Non è richiesta alcuna condizione o formalità salvo il possesso di un documento d’identità valido per l’espatrio.

 


Soggiorno superiore a tre mesi

E’ necessario chiedere l’iscrizione in anagrafe presso il Comune nel quale si intende risiedere.

 


Chi puo’ soggiornare

 


1) CITTADINO COMUNITARIO:
A) che esercita un’attività lavorativa subordinata o autonoma
B) che è iscritto ad un corso di studi o di formazione professionale
C) che dimostra di avere le risorse economiche sufficienti per il proprio mantenimento e una polizza assicurativa sanitaria
D) il familiare (coniuge, figlio minore di anni 21 del richiedente o del coniuge, genitori del richiedente o del coniuge a carico) che raggiunge il parente già regolarmente soggiornante e dimostra il legame di parentela e di essere a suo carico

 


2) CITTADINO EXTRACOMUNITARIO FAMILIARE DI UN CITTADINO COMUNITARIO

 


Chi sono i familiari di un cittadino comunitario che possono soggiornare indipendentemente che siano comunitari o extracomunitari
– Il coniuge del cittadino comunitario
– I figli minori di anni 21 del cittadino comunitario e del coniuge e i figli maggiori di anni 21 a carico del cittadino comunitario
– I genitori a carico del cittadino comunitario e i genitori a carico del coniuge

 

Come si chiede la residenza
E’ necessario recarsi presso l’Ufficio Anagrafe del Comune dove si intende risiedere con la seguente documentazione:

 

1 A. Cittadino comunitario che esercita un’attività lavorativa subordinata o autonoma:
– Documento di identità valido per l’espatrio
– Codice fiscale
– Documentazione attestante l’attività lavorativa autonoma o subordinata (ad esempio il contratto di lavoro, o la dichiarazione del datore di lavoro e fotocopia del documento di identità del datore di lavoro, o comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego)
Si ricorda che i per i cittadini RUMENI e BULGARI vige  il regime transitorio pertanto per i lavori che non rientrano in lavoro stagionale, turistico-alberghiero, domestico, edile, metalmeccanico, dirigenziale, è necessario produrre il NULLA OSTA al lavoro rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione

 

1 B. Cittadino comunitario che è iscritto ad un corso di studi o di formazione professionale
– Documento di identità valido per l’espatrio
– Codice fiscale
– Documentazione attestante l’iscrizione al corso di studio o formazione professionale
– Polizza sanitaria
– Autocertificazione delle disponibilità di risorse economiche

 

1 C. Cittadino comunitario presente in Italia per altri motivi
– Documento di identità valido per l’espatrio
– Codice fiscale
– Polizza sanitaria
– Autocertificazione delle disponibilità di risorse economiche

 

1 D. familiare comunitario di cittadino comunitario già residente in Italia
– Documento di identità valido per l’espatrio
– Codice fiscale
– Documentazione attestante il legame di parentela
– Autocertificazione di essere a carico solo nei casi previsti dalla legge (figlio maggiore di anni 21 a carico e genitore a carico).
– Ricevuta di iscrizione in anagrafe del familiare già residente

 

2) familiare extracomunitario di cittadino comunitario
Il cittadino extracomunitario è tenuto a chiedere la carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario presso la Questura di residenza per la titolarità del soggiorno.

 


Iscrizione in anagrafe:
A – con la carta di soggiorno
– Passaporto
– Codice fiscale
– Carta di soggiorno

 

B – con la ricevuta della richiesta della Carta di soggiorno:
– Passaporto
– Codice fiscale
– Ricevuta della richiesta della carta di soggiorno
– se la tipologia dell’istanza lo richiede: dichiarazione di familiare a carico
– se necessario attestato di richiesta d’iscrizione anagrafica del familiare del cittadino comunitario già residente

 

C – prima di chiedere la carta di soggiorno
– Passaporto con visto se richiesto
– Codice fiscale
– Documentazione che attesta il legame di parentela
– se la tipologia dell’istanza lo richiede: dichiarazione di familiare a carico
– se necessario attestato di richiesta d’iscrizione anagrafica del familiare del cittadino comunitario già residente

 

Nei casi B e C la pratica di residenza si perfeziona SOLO nel momento in cui si produce la carta di soggiorno.

 


La disponibilità delle risorse economiche

per i casi stabiliti dalla legge è necessario dimostrare, anche con autocertificazione, di possedere le seguenti risorse economiche

 

Titolo di soggiorno permanente
Dopo 5 anni di regolare presenza in Italia è possibile chiedere presso l’Ufficio Anagrafe del Comune l’Attestazione del titolo di soggiorno permanente

 

Lavoro
I cittadini comunitari possono essere assunti con le stesse modalità dei cittadini italiani. I cittadini Rumeni e Bulgari che non rientrano nelle categorie di lavoro, domestico, edile, metalmeccanico, alberghiero-turistico, dirigenziale, devono presentare il preventivo Nulla Osta al Lavoro presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura .