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Certificazioni

Certificati-autocertificazione-dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà-imposta di bollo


Certificazioni

Le certificazioni anagrafiche sono soggette all’imposta di bollo all’origine. Il rilascio di certificazioni in esenzione da bollo è possibile solo nei casi previsti espressamente dalla normativa.


Quanto si paga

Certificati rilasciati in carta semplice: € 0,26
Certificati rilasciati in bollo: € 16,00 per marca da bollo (che deve portare l’interessato) e € 0,52 per diritti di segreteria
Esenzioni:
I certificati e gli estratti di nascita, morte, matrimonio (che il cittadino deve fare nel comune dove si e’ verificato l’evento) sono esenti da imposta di bollo e da diritti di segreteria. Il comune di residenza puo’ rilasciare certificati anagrafici di nascita, morte e matrimonio per i quali può, a seconda dell’uso, essere richiesta la marca da bollo.

Quanto si deve aspettare

I certificati sono rilasciati immediatamente tranne per i certificati storici che richiedono una ricerca d’archivio.


Validità dei certificati

I certificati sono validi sei mesi.
In base all’art. 41 del  D.P.R. n. 445 del 28.12.2000,  possono essere usati anche dopo la scadenza se si dichiara in calce che le informazioni contenute non sono cambiate e si appone la propria firma.
I certificati attestanti stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata.

Notizie utili

Dal 7 marzo 2001 le Amministrazioni Pubbliche ed i Gestori di Pubblici Servizi non possono più chiedere ai cittadini i certificati per i quali è possibile fare l’“autocertificazione”.
L’imposta di bollo
Non è nella facoltà del richiedente il certificato decidere se l’atto vada in bollo oppure in carta libera e neppure discrezione degli uffici che richiedono o rilasciano atti.
I certificati, quando richiesti all’ufficio anagrafe, devono essere rilasciati in bollo “sin dall’origine” (D.P.R. 642/72) per cui il bollo è la regola, mentre la “carta semplice” è l’eccezione, pena l’evasione del tributo di bollo.

Caratteristiche dell’imposta di bollo

Il bollo è una imposta riscossa dallo Stato in connessione alla formazione o all’uso di atti, certificati, registri o documenti individuati nella normativa vigente.
I diritti di segreteria sono un corrispettivo versato al Comune per una attività da esso svolta. La misura dei diritti di segreteria per le pratiche demografiche è fissata dalla Tabella D allegata alla legge 8 giugno 1962, n° 604 e successive modificazioni ed integrazioni.
L’utilizzo di certificati rilasciati in esenzione da bollo e spese per fini diversi da quelli indicati sul certificato è una violazione della normativa fiscale vigente.
L’articolo 22 del DPR 26 ottobre 1972, n° 642, stabilisce che sono SOLIDALMENTE OBBLIGATI al pagamento dell’imposta e delle eventuali soprattasse e pene pecuniarie tutti i soggetti che hanno sottoscritto, ricevuto, accettato o negoziato atti e documenti non in regola con l’imposta o che degli stessi facciano uso.
La responsabilità per il mancato pagamento del bollo ricade sul richiedente, su chi ha firmato l’atto e sul funzionario ricevente che non provvede a trasmettere l’atto irregolare all’ufficio del registro. La sanzione prevista va da 2 a 10 volte l’importo evaso più la marca prevista.
Nessuna imposta di bollo deve essere,peraltro,corrisposta dal cittadino quando comprova che l’uso dell’atto e’ esente, per legge, dall’imposta.

Tabella delle esenzioni relative ai certificati anagrafici


L’autocertificazione

Consiste nella facoltà riconosciuta ai cittadini di presentare,in sostituzione delle tradizionali certificazioni richieste sui propri stati e requisiti personali, apposite DICHIARAZIONI FIRMATE DALL’INTERESSATO. La firma non deve essere autenticata. L’autocertificazione sostituisce i certificati senza che ci sia necessità di presentare successivamente il certificato vero e proprio.
La Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di accettarla, riservandosi la passibilità di controllo e di verifica in caso di sussistenza di ragionevoli dubbi sulla veridicità del loro contenuto. Vi sono pochi casi, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, in cui devono essere esibiti i tradizionali certificati: pratiche per contrarre matrimonio, rapporti con l’Autorità’ Giudiziaria, atti da trasmettere all’estero.


Chi deve accettare l’autocertificazione

·  Le Amministrazioni Pubbliche.
· I Servizi pubblici e cioè le aziende che hanno in concessione servizi come trasporti, erogazione di energia, servizio postale, reti telefoniche (Enel, Poste, Rai, Ferrovie dello Stato, Telecom, Autostrade sono tenuti ad accettare l’autocertificazione)
· Privati: e’ possibile presentare autocertificazione a privati (Banche ed Assicurazioni) che hanno la facoltà, ma non l’obbligo di accettarla.
· I Tribunali non sono obbligati ad accettare l’autocertificazione.


Chi può fare l’autocertificazione

· Cittadini italiani
· Cittadini dell’Unione Europea
· Cittadini di paesi extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno, limitatamente ai dati attestabili dalle pubbliche amministrazioni italiane.

Come si fa

Per avvalersi dell’autocertificazione direttamente agli sportelli degli Uffici Pubblici e’ necessario prima compilare la dichiarazione richiesta (su un foglio bianco) che non e’ soggetta ad alcuna autenticazione.


Cosa fare se non viene accettata

Il pubblico ufficiale o il funzionario dell’ufficio pubblico che non accetta l’autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nonostante ci siano tutti i requisiti per accoglierla, incorre nelle sanzioni previste dall’art. 328 del Codice penale e rischiano di essere puniti per omissioni o rifiuto di atti d’ufficio. Il cittadino dovrà in primo luogo, accertare:
· chi e’ il responsabile della pratica inoltrata,richiedendo nome,cognome e qualifica;
· il numero di protocollo della stessa ed il tipo di procedimento attribuito;
· le ragioni del mancato accoglimento dell’autocertificazione o della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
Così come la Pubblica Amministrazione sa chi e’ il proprio interlocutore, IL CITTADINO, HA altrettanto il DIRITTO DI SAPERE chi segue il procedimento che lo riguarda e come risalire agli atti relativi.
Ottenuti i dati il cittadino dovrà richiedere, per iscritto, le ragioni del mancato accoglimento dell’autocertificazione o della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà segnalando anche per conoscenza, gli estremi dalla pratica alla Prefettura del luogo in cui è stata rifiutata l’autocertificazione ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Funzione Pubblica – ROMA.
La richiesta deve essere redatta in forma scritta. Se entro trenta giorni dalla data della richiesta, il pubblico ufficiale o l’incaricato non compie l’atto e non risponde per esporre le ragioni del ritardo o rifiuto, scattano i presupposti per le sanzioni dalla reclusione fino ad un anno o della multa. Il termini di trenta giorni decorre dalla data di ricezione della richiesta. La procedibilità e’ d’ufficio, pertanto non sono necessarie querele, istanze o quant’altro. Quindi colui che si vedrà rifiutata la propria autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva, si troverà nelle condizioni di denunciare semplicemente l’omissione di atti d’ufficio.

Si possono autocertificare

A)  Con dichiarazioni sostitutive di certificazioni
· La data ed il luogo di nascita
· La residenza
· La cittadinanza
· Il godimento dei diritti politici
· Lo stato civile (celibe,nubile,coniugato,vedovo/a, divorziato);
· Lo stato di famiglia;
· L’esistenza in vita;
· La nascita di un figlio;
· Il decesso del coniuge,dell’ascendente o del discendente;
· La posizione agli effetti degli obblighi militari;
· L’iscrizione in albi o elenchi tenuti dalla pubblica amministrazione;
· Titolo di studio o qualifica professionale posseduta,esami sostenuti,titolo di specializzazione o di abilitazione,di formazione,di aggiornamento o qualifica tecnica;
· Situazione reddituale od economica,anche ai fini della concessione di benefici o vantaggi di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
· Assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;
· Assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare del tributo assolto;
· Possesso e numero del codice fiscale,della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria e inerente l’interessato;
· Stato di disoccupazione,qualità di pensionato e categoria di pensione,qualità di studente o di casalinga;
· Qualifica di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche,di tutore,di curatore e simili;
· Iscrizione presso associazioni o formazioni sociali o di qualsiasi tipo;
· Tutte le posizioni relativi all’adempimento di obblighi militari;
· Di non avere riportato condanne penali;
· Tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri di stato civile.
Le dichiarazioni di cui sopra non richiedono alcuna autenticazione di firma.

       B)  Con dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’
Tutti gli stati, fatti e qualità personali non autocertificabili (non compresi nella precedente lettera A) possono essere comprovati dall’interessato, a titolo definitivo, mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Si possono ad esempio dichiarare: chi sono gli eredi, la situazione di famiglia originaria, la proprietà di un immobile, ecc.
La dichiarazione che il dichiarante rende nel proprio interesse può riguardare anche stati,fatti e qualità personali relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza. La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà,non può contenere manifestazioni di volontà (impegni,rinunce,accettazioni,procure) e deleghe configuranti una procura.
Qualora risulti necessario controllare la veridicità delle dichiarazioni,nel caso in cui gli stati,i fatti e le qualità personali dichiarati siano certificabili o accertabili da parte della pubblica amministrazione,l’amministrazione procedente entro quindici giorni richiede direttamente la documentazione all’amministrazione competente. In questo caso,per accelerare il procedimento,l’interessato può trasmettere,anche attraverso strumenti informatici o telematici, copia fotostatica,non autenticata,dei certificati di cui egli sia già in possesso. Le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà non richiedono alcuna autenticazione da parte del pubblico ufficiale quanto siano contestuali ad un’istanza.
In questo caso l’interessato deve presentare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà:
a) unitamente alla copia, non autenticata, di un documento di riconoscimento (nel caso di invio per posta o per via telematica);
b) firmarla in presenza del dipendente addetto a riceverla (nel caso di presentazione diretta).

Modello di autocertificazione


Sottoscrizione, autentica di dichiarazioni sostitutive di atto di notorieta’

Con l’emanazione del D.P.R. 28.12.2000 n. 445,l’obbligo dell’autenticazione della firma rimane solo per la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà quando la stessa non e’ contenuta in un’istanza. Per le dichiarazioni sostitutive di certificazione (autocertificazione) e’ sufficiente la sottoscrizione dell’interessato.
L’autenticità della firma delle dichiarazione sostitutive dell’atto di notorietà può essere eseguita dai seguenti pubblici ufficiali: notai,cancellieri,segretari comunali,funzionari incaricati dai sindaci,anche nei comuni diverso da quello di residenza; nonché dal funzionario competente a ricevere la documentazione e dal funzionario incaricato dal gestore di pubblici servizi.
L’autentica della sottoscrizione avviene previa identificazione del dichiarante da parte del Pubblico ufficiale autenticante. L’accertamento dell’identità’ del dichiarante può avvenire in uno dei seguenti modi:
· conoscenza personale da parte del pubblico ufficiale;
esibizione di un documento valido di identità personale, munito di fotografia e rilasciato da una pubblica amministrazione

La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà concerne stati, qualità personali o fatti a diretta conoscenza dell’interessato e per i quali non è prevista la dichiarazione sostitutiva di certificazione.
Può riguardare anche stati, fatti e qualità personali relative ad altri soggetti di cui l’interessato abbia diretta conoscenza.


Cosa non si può dichiarare

Non si possono fare dichiarazioni a carattere dispositivo o che contengano manifestazioni di volontà o relative ad eventi futuri.


Come si fa

Le singole amministrazioni possono predisporre  i moduli necessari per la redazione delle dichiarazioni sostitutive che gli interessati hanno la facoltà di utilizzare:
E’ sufficiente  riempire il modulo e firmare la dichiarazione davanti al dipendente addetto a riceverla presentando  un documento di identità, n. 1 marca da bollo da € 16,00 e diritti di segreteria pari a € 0,52.


Modelli di dichiarazioni

Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da presentare alla Pubblica Amministrazione o ai gestori dei pubblici servizi


Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da presentare a privati

Dichiarazioni sostitutive di certificazioni

Dichiarazioni non veritiere

Attenzione a non effettuare dichiarazioni non veritiere. L’amministrazione pubblica può provveder d’ufficio ad accertare la veridicità di quanto dichiarato dal cittadino. E’ evidente che le norme, semplificando l’azione amministrativa,vogliono anche creare fra Pubblica Amministrazione ed il cittadino rapporti di fiduciosa collaborazione.
Il rilascio di dichiarazioni non veritiere è, d’altra parte, punito ai sensi del Codice penale e delle Leggi speciali in materia.